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Archive for the ‘Calciomalato’ Category

Fate schifo

e non c’è bisogno di aggiungere altro.

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Il sito internet del più odioso quotidiano italiano rivela che oltre la metà dei tifosi italiani aveva previsto la disfatta con l’Olanda:
 
 
Boia dè !
Ma allora è vero che siamo tutti commissari tecnici…
 
Più semplicemente detto sito è talmente attendibile, che hanno lasciato aperto il sondaggio pure dopo la partita e… si può votare tuttora…
 
Che figura…
Così, per il piacere di prendere per il culo un giornale che non ho mai sopportato…
 

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Ieri ho assistito alla prima ufficializzazione del "Terzo Tempo" nel calcio.
 
Empoli-Reggina (lasciamo stare la partita in sè… ehm) è stata infatti la prima gara di Serie A con questa regola.
Che poi ancora non s’è ben capito se sia un obbligo o meno. Sembra di no.
 
Fatto sta che questo teatrino dove a fine gara i giocatori delle due squadre si schierano a centrocampo per darsi la mano, ha suscitato negli spettatori più mormorii e fischi che applausi. Motivo: è apparsa evidente la buffonata.
 
Per mille ragioni.
Tanto per cominciare il Palazzo del calcio fa un gran parlare di "Terzo Tempo come nel rugby" quando in realtà nel rugby il "Terzo Tempo" va ben oltre, comprendendo oltre alle strette di mano, pure una bevuta collettiva e, dove e se possibile, pure una grigliata a fine gara.
Soprattutto, quel "Terzo tempo" carico di onestà e di rispetto per arbitro ed avversario, è preceduto anche dai Due Tempi di Gioco regolamentare all’insegna del fair play. Nel calcio invece si sa, quando giochi, la prima regola è fare i furbi, magari ingannando l’arbitro a darti un rigore inesistente o protestando tutte le volte che fischia, e danneggiare l’avversario, solitamente con delle belle stecche nei garetti che i giocatori si danno l’un l’altro. Anche nel rugby ci sono i placcaggi vabbè, ma quelli non vanno contro il regolamento. Insomma: nei due tempi menatevi pure, che poi dopo vi date la mano.
 
Tra l’altro c’è un detto che dice "il rugby è un gioco da bestie giocato da galantuomini, il calcio è un gioco da galantuomini giocato da bestie…"
 
E quindi a fine gara, mentre i giocatori della Reggina correvano verso la curva dei loro tifosi per festeggiare un prezioso pareggio, e quelli dell’Empoli un po’ tornavano negli spogliatoi ed un po’ andavano a salutare i tifosi di casa, all’improvviso tutti si son ricordati della novità rientrando precipitosamente ai loro posti: empolesi sulla linea di centrocampo e reggini a sfilare uno per uno per la stretta di mano. Un po’ come accade nella pallavolo sottorete a fine gara (ecco un altro sport dove il terzo tempo esisteva già).
 
Non dico che la scenetta è stata ridicola, ma ci son andati vicino…
Tra l’altro anche senza "Terzo Tempo" ufficiale, nel calcio le strette di mano, con tanto di scambio di maglia, avvengono quasi sempre a fine gara.
 
Eppoi via, quando le cose sono imposte e non vengono spontanee, son sempre brutte.
 
Se il palazzo vuol sanare i problemi del calcio con ‘sta roba, siam messi proprio bene.
Il primo problema del calcio sta proprio nella cecità di chi lo governa ed in questi "rimedi" ottusi ricamati senza garbo nè creanza sulle ferite di un gioco che di sport ha ormai sempre meno.
 
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Ci risiamo.
E’ accaduto di nuovo. Ed in che modo poi.
Un morto legato al calcio. O forse no, legato a qualcos’altro.
 
Due auto di tifosi si trovano per caso in un Autogrill. In una ci sono laziali, nell’altra juventini. Cosa succeda non si sa. Si sa solo che chi lavorava all’interno dell’Autogrill non s’è accorto di niente, per cui forse non era successo granché. Si sa pure che quello che era successo, poco o tanto che fosse stato, era finito, perché le auto stavano ripartendo. Solo che c’è anche la polizia, che decide di intervenire. Ed un cosiddetto tutore dell’ordine spara due colpi. In alto dice. E colpisce l’auto laziale, evidentemente parcheggiata su un albero.
 
Muore un ragazzo di 26 anni che stava tranquillamente riposando sul sedile posteriore, Gabriele Sandri (qui il suo blog).
 
Un ragazzo per bene che non c’è più, perchè un poliziotto ha sparato, dicono, dall’altra parte dell’autostrada, con in mezzo sei corsie di auto in transito.
Roba da film, avrebbe potuto falciare chiunque.
La notizia viene gestita da cani. Alle 10 c’è la morte, alle 13.50 la decisione partorita dalla mente geniale dell’ Osservatorio è di rinviare una gara e basta. Alle 15 cominciano tutte le partite, con gli ultras che hanno avuto tutto il tempo di muoversi sul piede di guerra, contro un nemico comune: la polizia. Ed arrivano incidenti ovunque: Milano, Roma, Bergamo, Firenze, Parma, Taranto, Siena, ecc…
Tutti pronti a vendicare la morte del tifoso con la caccia alle forze dell’ordine. O del disordine, visto cosa accade a volte.
Tutti a chiedersi come mai dopo Catania si son fermati tutti e per Sandri no. Così come nessuno si fermò per Currò, per Ercolano, per Di Maio, ecc…
Vite di diverso valore evidentemente.
Bastava un pretesto per far scoppiare il caos, e questo pretesto è arrivato in formato gigante.
 
Poi la parte più schifosa: lo sciacallagio sulla notizia.
Tutti a fare i professoroni. Il calcio è un male ? Qual è il suo male ? Come deve essere gestito ? Eccolo il male, gli ultras: come fermarli ?
La colpa è sempre degli altri. Mai nessuno che cerchi di fare un esame di coscienza e si chieda dove possa aver sbagliato. Perchè una reazione ultras come quella di ieri, possibile che nasca dal nulla ? Chi ha gestito le cose fin’ora, non si sente responsabile ?
 
Forse si fa finta di non capirlo, ma questo ormai è ben altro tipo di problema. Il calcio non c’entra più un cazzo.
Quando tifosi di una fazione si scontrano con quelli di un’altra, allora forse il male è del calcio, di quello che genera e di tutto il mondo che gli ruota intorno. Ma quando tutti i tifosi, anche acerrimi nemici, si rivoltano all’unisono contro la polizia, allora il male non è nel calcio, è nella società.
 
Il calcio è ormai il passamontagna dietro il quale la nostra società si nasconde.
 
Una società che non sa gestire le sue parti più pericolose.
Viviamo in uno Stato dove non si punisce mai, in qualunque aspetto della vita sociale.
Dai crimini di strada, a quelli dei colletti bianchi; dai bilanci falsi alle morti sul lavoro per mancanza di misure di sicurezza; dai delitti in famiglia, ai disordini negli stadi; dai misfatti compiuti dalla gente comune a quelli delle forze del presunto ordine. Chiunque può fare cazzate, la punizione tanto non c’è. Chiunque può correre con una pistola in mano a cuor leggero, a quanto sembra.
 
Impunitopoli lo chiamerei questo paese, non Italia.
 
Bastano pochi esempi, calcistici e non.
Dopo Raciti, la "Tolleranza Zero" è stata rappresentata dai tornelli e dal non far entrare gli striscioni. Comico.
E’ stata complicata la vita alla gente normale che vuol vedersi una gara in santa pace, ed intanto di quei 200 delinquenti fuori dal Massimino, in carcere non c’è finito nessuno, al massimo, forse, qualche Daspo. Ridicolo.
Ne è stato identificato solo 1, e per mesi ci si è chiesti se abbia sferrato lui l’ultimo colpo. Grottesco.
Nessuno che si chieda cosa cazzo ci facessero quei 200 lì anzichè stare calmi al proprio posto. Non si trova il colpevole ? Bene: hanno creato una situazione di pericolo tutti e 200, quindi tutti colpevoli, tutti dentro. Punto.
 
A Genova la polizia trasformò la scuola Diaz in una "macelleria messicana". Nessun colpevole, nessuna voglia di scoprirli.
A Roma una donna viene uccisa da un rom e tutti improvvisamente vogliono il pacchetto sicurezza, argomento sul quale sono tutti d’accordo, dopo che tre giorni prima si eran trovati tutti divisi, e dopo che per anni nessuno aveva mai fatto niente, passando addirittura da un indulto allucinante.
 
Ieri un ragazzo di 26 anni è morto perchè sei corsie d’autostrada più in là, un poliziotto "spara in aria ad altezza uomo" (amaro ossimoro new-generation), e chissà chi pagherà.
 
Forse nessuno, come accade sempre.
 
Siamo ridicoli.
Non c’è certezza della pena in Italia. Ognuno fa quel che cazzo vuole, tanto mal che vada si fa un po’ di galeruccia, poi aspetta sconti e bi-sconti, e magari prepara lo spumante per festeggiare l’indulto se arriva.  
E’ un problema della società, non del calcio. Di valori che si sono persi, e che nessuno vuol ritrovare; di leggi che nessuno vuol scrivere, ma che tutti vogliono scavalcare. Di cultura sparita dietro monnezza televisiva, di educazione inesistente, di punizioni che non ci sono.
Il calcio ne è ahimè lo specchio, in quanto è il più grande fenomeno di massa di questo paese, e nella massa si nasconde la feccia.
 
La soluzione ?
Qualcuno dice: stadi chiusi e tutti alla tv. Tanto è quello che vogliono, è così che arrivano i soldi.
Fanculo a tutti, ma lo volete capire che tanto è peggio ??? Chi vuole si ritrova fuori dagli stadi e si mena, non è successo solo ieri. Chiudere gli stadi peggiora le cose a volte.
E poi il marcio nel calcio, sta proprio nel businness che s’è creato, tv in testa a tutto. In una cultura dello sport sotterrata da altri interessi più proficui.
I tifosi sono parte integrante del sistema calcio: perchè nessuno ha mai chiesto loro un parere sulla continua dittatura tv, sugli sballottamenti delle gare da un giorno all’altro, in orari assurdi, facendo sì che coltivare una passione diventi quasi impossibilie ? Su tutte le difficoltà che esistono oggi per andare allo stadio.
 
Estremizzi le difficoltà, ed estremizzi le reazioni della parte calda. E poi, se qualcun altro sbaglia nel modo in cui si è sbagliato ieri, arrivi alle scene che si son viste. Perchè la paura di tutti, è che per la morte di Sandri non paghi nessuno.
 
Perchè allora nessuno ferma il baraccone, se il male è il calcio ? Perchè si torna lì: ci mangiano in troppi. E forse fa comodo un diversivo dai tanti mali italici, un nemico comune contro il quale puntare il dito.
 
Vi dirò: quando vado allo stadio, a me fa più paura il poliziotto col mitra spianato che il tifoso avversario.
E se parte un colpo da quel mitra ? No, ma tanto non parte, suvvia. Come ieri.
 
Torniamo alla soluzione ?
Facciamo un piacere a noi stessi: fermiamoci, ma non per una settimana, per un bel po’.
Facciamo una sosta durante la quale riflettere e punire chi ha sbagliato. Ma punire davvero.
In primis chi ha sparato ieri, quindi chi ha fatto tutti quei casini. Poi rastrellare le curve e ripulirle. Mettere dentro una volta per tutte i criminali che vi si nascondono, e tenerli dentro 5-10 anni. Tanto poche storie: i nomi li sanno, li han sempre saputi ed il Daspo non serve ad un cazzo. A qualcuno forse passerebbe la voglia di incendiare pullman come visto ieri a Roma.
Quindi far fuori tutta l’attuale dirigenza calcistica (e non) che non ha capito un cazzo di come affrontare il problema, anzi ha esasperato ulteriormente gli animi e peggiorato la situazione. Sono responsabili anche loro, solo che in Italia non c’è nessuno che abbia le palle da ammetterlo. Poi, non sarebbe male far piazza pulita anche di tutti quei salotti televisivi con gente "per bene" dove si urla e si esasperano gli animi e basta.
 
Poi, solo allora, si riapre il circo. E si riapre davvero senza tornelli e con bandiere, striscioni, colori e famiglie.
 
Sembra fantascienza quello che ho detto, eppure altrove sarebbe "normale amministrazione".
Qua è pura utopia.
 

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Subito i cugini…

 
All’uscita del calendario del campionato di calcio dello scorso anno, scrissi un post intitolandolo "I calendari della Seconda Repubblica", sottintendendo che come è era già successo nella politica, dove la Seconda Repubblica (del dopo-tangentopoli) non aveva portato alla lunga nessun cambiamento verso il giusto del nostro sistema Italia (anzi…), anche nel calcio, l’avvento di una Seconda Repubblica (il dopo-calciopoli), non avrebbe portato particolari avvicinamenti ad un sistema giusto, imparziale, impeccabile. Insomma si era cambiato tutto per non cambiare niente.
 
Il fatto che quest’anno abbiano messo la Juve testa di serie di peso (mai si era vista una squadra proveniente dalla Serie B ricevere un trattamento simile), e che l’ Inter abbia chiesto ed ottenuto di giocare in casa il giorno del 100° compleanno (auguri alla malcapitata di turno, la Reggina), non fanno che confermare come a distanza di una anno sia cambiato ben poco.
O non si dovevano seguire criteri geografico-sportivi ?
Figuriamoci. Nel calcio ci saranno sempre squadre trattate in un modo e squadre trattate in un altro. Le stesse di sempre ovviamente.
 
Chi sia il mandante di certi input, si sa. E’ lo stesso che sotterra di quattrini le società, che in cambio devono fornire palinsesti televisivi appetibili. Ci sono turni infrasettimanali: bene, son curioso di vedere se vincerà il mandante (che li vuole in notturna) o la legge (che dai fatti di Catania giudica le notturne pericolose). Se hanno le palle le faranno giocare di giorno. Se è pericolosa una sciarpa o uno striscione allora lo è anche una gara di notte. Altrimenti è una presa per il culo.
 
Almeno mi son risparmiato la pagliacciata di Matarrese che schiaccia un pulsante come l’anno scorso. So che l’hanno rifatta, ma io ero in auto ed ascoltavo la radio…
 
Veniamo a noi. Con chi comincia il mio Empoli ?
Ta-daaaaa. A Firenze ! Subito derby. Vabbè, togliamoci il dente. E poi ? In casa con l’Inter…
I precedenti non sono granchè: l’unica volta che alla prima abbiam giocato contro la viola siamo retrocessi… (scongiuri, non vi dico quali). Però son contento che la prima sia in trasferta: torno appena due giorni prima dalla Spagna e così avrò più tempo per ritirare l’abbonamento (sottoscritto venerdì per la cronaca).
 
Ma… quanto cazzo bisognerà aspettare per fare un punto ?
 

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E’ stata aperta ieri la seguente petizione on-line: firmatela

APPELLO IN DIFESA DELLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE NEGLI IMPIANTI SPORTIVI ITALIANI

Viste le modifiche apportate dal Parlamento al testo del decreto legge sulla violenza negli stadi, trasformato in legge 4 aprile 2007 n. 41, in particolare in riferimento al divieto di introdurre ed esporre striscioni e/o bandiere all’interno degli impianti sportivi solo qualora incitino alla violenza o contengano ingiurie o minacce;  
 
Considerato che gli strumenti di legge attualmente in vigore (pene severe per chi espone striscioni vietati e telecamere a circuito chiuso che consentono l’immediata identificazione del trasgressore), uniti ad uno scrupoloso controllo del materiale all’ingresso dello stadio, sono comunque condizione più che sufficiente per evitare che, all’interno degli impianti sportivi, appaiano striscioni violenti, razzisti e/o offensivi;
 
Noi firmatari chiediamo all’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive di rivedere e adeguare la delibera n. 14 dell’8 marzo 2007 sulle procedure di ammissibilità di striscioni e bandiere, attenendosi esclusivamente alle disposizioni legiferate.
In particolare, chiediamo che vengano aboliti tutti i divieti relativi a quegli strumenti di tifo non violenti – striscioni, bandiere, tamburi e megafoni –  indispensabili per incitare e supportare, in maniera appassionata e creativa, la propria squadra.
 
Chiediamo, infine, che vengano abolite anche le tortuose procedure burocratiche richieste al fine di ottenere l’autorizzazione ad esibire uno striscione e/o una bandiera.
 
In pratica si chiede solo di abolire quella parte della nuova legge, che prevede l’assurdo divieto a striscioni e bandiere. Tutto il resto rimane inalterato. Quindi lotta alla violenza, ma non al tifo leale.
 
Sottolineo che la libertà d’espressione (manifestata quindi anche tramite scritte su striscioni) è un diritto sancito dall’art. 21 della COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, che fino a prova contraria è la base portante della nostra democrazia. La legge quindi, in alcuni suoi punti, rischia addirittura di essere anticostituzionale.
 
Per sottoscrivere la petizione cliccate qui.
 
Basta inserire il proprio nome ed il proprio indirizzo e-mail (che però siete liberi di rendere visibile agli altri o meno).
Non c’è nessun altro obbligo.
Faccio presente che è lo stesso sistema di petizioni on-line che usa ad esempio Beppe Grillo per portare avanti le sue battaglie. Ogni tanto arriva qualche successo.
 
A tutti i tifosi: proviamoci !
A tutti gli altri: beh, se la petizione vi sembra giusta, firmate anche voi… non costa niente, altrimenti lasciate stare.
 
Io ho già firmato: sono il numero 1889, ma mentre scrivo siamo già quasi a 2000. Non so quale sia il traguardo, so solo che più firme ci sono, meglio è. Ovviamente il contatto è unico: potete firmare una volta sola.
 
Ora confido in voi.

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Pericolosi ultras

 

Oggi. 
Perquisizioni pre Empoli – Torino
 
1)
Carabiniere: "Salve. Faccia vedere la sciarpa, prego"

Lamba: "Eccola"
C.: "Vediamo cosa c’è scritto… No, non può entrare"
L.: "Ehh ? E perchè ?"
C.: "C’è scritto "Tifiamo Rivolta", è apologia, non può entrare"
L.: "Apologia di cosa ?"
C.: "Apologia. Non può entrare"
L.: "Ma è una vita che la porto…"
C.: "E’ apologia"
 
2)
Carabiniere: " ‘sera. Fate vedere le sciarpe prego"
Donnina sotto a me e sua figlia dodicenne: "Ecco qua"
C.: "La sciarpa di sua figlia non può entrare"
D & F.: " ??? E perché mai ? "
C.: "La scritta. Non è ammessa"
D & F.: "Ma c’è scritto solo "Ultras", che male c’è ? "
C.: "E’ pericolosa"
D & F.: "Cos’è pericoloso la scitta "Ultras" ??? Ma siamo allo stadio ! E’ solo una sciarpa ed al collo di una dodicenne poi ! "
 
3)
Carabiniere: "Lei non può entrare con quella roba"
Venditore di magliette: "E perchè ? Son sempre entrato…"
C.: "Le scritte non vanno bene"
N.d.M. : sulle magliette c’era scritto "Ni’culo a tutti"
 
Commento: nel caso 1, il Lamba ha dovuto riportare la sciarpa alla macchina e poi l’hanno fatto entrare allo stadio. L’episodio me l’ha raccontato lui di persona (ma di sicuro non lo scriverà sul suo blog). Nel caso 2 la signora ha convinto il carabba che tanto la sciarpa è della figlia e non far entrare una sciarpa conla scritta "Ultras" in uno stado è assurdo. Anche in questo caso è stata la signora a raccontarmi direttamente l’episodio, dato che allo stadio sta sul seggiolino davanti al mio. Nel caso 3 credo che quelle magliette non siano entrate. L’episodio mi è stato raccontato.
 
Domanda: mi spiegate che senso ha tutto ciò ? Che un tifoso avversario, se vede certe cose (e non le può vedere data la piccolezza degli oggetti e la distanza che separa le due tifoserie), s’incazza e succedono incidenti ? Non è mai successo niente a causa di una maglietta o di una sciarpa. E a proposito: se uno arriva allo stadio con una maglietta con una scritta "offensiva" e non lo vogliono far entrare cosa deve fare ? Se la toglie ed entra nudo ?
 
Mercoledì. 
Perquisizioni pre Empoli – Atalanta
 
Carabiniere: "Salve. Svuoti le tasche e faccia vedere il contenuto, prego"
Lucio: "Ecco qua"
C.: "Questo non può entrare"
L.: "Ehhh ? Ma è un portachiavi " [a forma di Tour Eiffel, grande sì e no 4 cm, N.d.M.]
C. : "E’ pericoloso, non può entrare. Lo lasci a me"
L.: "Ehhh ??? Ma ha un valore affettivo ! Me l’ha portato mio fratellino dalla gita con la scuola a Parigi"
C.: "Ah, allora lo tenga con sè. Entri pure"
 
Commento: Episodio raccontato dallo stesso Lucio. E’ ancora più assurdo degli altri casi. Anzi doppiamente assurdo: che un oggetto da pericoloso (un portachiavi poi…) diventa innocuo solo perchè si tirano in ballo i sentimenti ?
 
Qualche domenica fa.
Perquisizioni pre Empoli – Ascoli
 
Letto su un sito di tifosi. Scritto da una signora testimone oculare.
Un bambino di 7/8 anni sta entrando con la sua bandierina.
Viene fermato da un carabba che gli intima di lasciare la bandierina fuori dallo stadio.
Il bambino ci rimane male, è al limite delle lacrime.
Suo padre, imbarazzato, probabilmente si sarà inizialmente chiesto se suo figlio lo odierà per il fatto di averlo portato in un posto dove l’hanno fatto piangere e se non vorrà più andare allo stadio per passare del tempo con lui.
 
Poi si sarà anche chiesto se è più civile uno stato che fa piangere un bimbo o uno che fa entrare una pericolosissima bandierina in uno stadio. O un pericolosissimo portachiavi. O una pericolosissima sciarpa o una pericolosissima maglietta. Per non parlare degli striscioni ormai banditi.
 
Questo succede ad Empoli, e mi immagino che nei grandi stadi sarà anche peggio di così.
 
Come si fa ad avere ancora voglia di andare allo stadio ?
Cambiate questa cazzo di legge !
Possibile che in Italia non se ne faccia mai una con un po’ di buon senso ? 

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