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Posts Tagged ‘Serie A’

Dopo tre giorni ho ancora negli occhi tante immagini della notte di venerdì scorso che faccio fatica a realizzare in pieno.

L’Empoli è finalmente tornato in Serie A dopo 6 anni, dopo quella drammatica domenica di maggio 2008 finita con una retrocessione a soli 4 minuti dalla fine, a causa di un gol su un altro campo, con un verdetto scritto in corsa. Qui, feci il resoconto di come andarono quella gara e quella stagione.

In sei anni di B non si può dire che ci si sia annoiati.

Il primo anno furono subito play-off, sconfitti in semifinale a Brescia, ma furono una mezza delusione visto che la squadra era stata fatta per salire e che per metà anno eravamo stati in testa. Pagammo annunci un po’ troppo sbruffoni, soprattutto lontani dallo stile Empoli, riassunto nel titolo del post e riproposto con successo quest’anno. Soprattutto, quell’anno si portò dietro le conseguenze economiche e finanziarie di tanti ingaggi eccessivi per la B, se non riesci a vincerla.

Ed infatti i due anni successivi furono un po’ anonimi (9° e 10°, anche se tante squadre pagherebbero per quelle posizioni) tranne qualche soddisfazione sporadica. Campionati vissuti a stecchetto e con l’intento di monetizzare investimenti (vedi Eder, 27 gol) e lanciare nuovi giovani. E risanare un bilancio che non aveva più gli introiti della A.

Il quarto anno rimarrà per tutti impossibile da dimenticare. Finirà con una partita leggendaria, indimenticabile. Un anno drammatico, finito agli spareggi per non retrocedere, e presumibilmente, sparire del tutto. A venti minuti dalla fine eravamo in C. Finì in gloria, e la voglia di scrivere mi prese eccome. Qui, ne feci un resoconto interminabile.

Era l’ 8 giugno 2012 e molti dicono che tutto è ripartito da qui.

Da quella fine sfiorata rinacque l’entusiasmo attorno alla squadra, e la voglia di una città di sentirsi rappresentata nel calcio che conta.

La stagione successiva ricominciò con tanti buoni propositi, eppure la squadra partì male, con soli 4 punti in 9 gare. Penultimi, ci risiamo. Invece no. La squadra ingranò, stupi tutti. Dalla 9° alla 42° (fine del campionato) fece più punti di tutte le altre, una valanga di gol, rimontò e arrivò quarta. Andò nuovamente ai play off, stavolta centrando la finale dove il sogno si fermò, a Livorno, un anno fa. E qui, feci il doveroso resoconto.

Ma stavolta le basi erano gettate. Seppur senza due giocatori importanti della scorsa stagione (Regini e soprattutto Saponara), l’impianto della squadra era rimasto intatto. E’ divertente oggi vedere come i media non se ne siano accorti. Rivedendo la Gazzetta, ad inizio campionato l’Empoli era data come 9° squadra, e davanti aveva Varese, Novara, Padova e Reggina. Bene, l’Empoli è arrivata al 2° posto, le altre sono rispettivamente al 18°, 19°, 20° e 21°.

La squadra parte forte, poi rallenta. Tocca il primo posto, scende al secondo dietro la sorprendente Virtus Lanciano. Poi la batte 3-0, torna al primo posto, ne pareggia qualcuna di troppo e riscende al secondo posto, scavalcata dal favoritissimo Palermo, ma non scende mai di lì. Il girone d’andata chiude a 39 punti, seconda dietro al Palermo di un solo punto, e con l’impressione di aver seminato qualche punticino di troppo in giro. Troppi pareggi che meritavano di essere vittorie (su tutti Siena e Cesena, ma anche Crotone) e qualche pari diventato sconfitta. Forse un po’ troppo dipendenti dai due vecchietti là davanti: Tavano e Maccarone.

Ma a inizio girone di ritorno l’Empoli rallenta di brutto. Il 2014 sembra stregato eppure quelle dietro fanno peggio. La vittoria non arriva, soprattutto in casa. Si ha l’impressione che se ci fosse l’Empoli dell’anno prima a quest’ora avremmo già un distacco bello ampio sulla terza. Eppure dietro si danno il cambio a rincorrerci, ma senza mai raggiungerci. Siamo sempre secondi, anche se con 1-2 punticini di vantaggio al massimo. Eppure per quanto fatto finora ci sembra poco, troppo poco, rischiosamente poco. Intanto il Palermo sta prendendo il largo. Quando torna il sole in casa (chiuderemo con 7 vittorie di fila), arriva il buio pesto in trasferta con sconfitte improbabili (resuscitiamo il Varese, che poi ne perderà una quantità interminabile di fila).

Il momento peggiore arriva alla 35° giornata: il sorprendente Latina, che alla prima di campionato avevamo asfaltato con 3 gol in 15′, ci scavalca, e per la prima volta dall’inizio dell’anno, siamo terzi. Il passo falso lo abbiam fatto a Lanciano, malamente, con un gol subito al 93°, subendo una rimonta.

Ma è una sberla che fa bene. Sembra toglierci da quel ritornello “tanto siamo sempre secondi” che ci aveva come anestetizzato.

Da lì ne vinciamo finalmente tre di fila, mai accaduto in campionato (ed il paragone con i tanti filotti dell’anno precedente è impietoso), compresa una vittoria epica a Brescia. Torniamo secondi ed andiamo a +4 sulla terza (ancora il Latina), toccando il massimo margine di vantaggio avuto da inizio campionato, proprio a ridosso del peggiore scivolone che avevamo avuto solo due settimane prima. Stranezze del calcio.

Ne mancano 5 alla fine e qualcuno comincia a fare i conti. La successiva in casa col Crotone si respirava aria di festa anticipata. Era un anticipo e trascinati da Maccarone andammo addirittura su un provvisorio +7 in attesa delle gare del sabato che ci riportarono a +4.

Un po’ di paura torna la gara dopo, con la sconfitta a Cesena a soli 5′ dalla fine, a ricordarci di stringere i denti fino in fondo, ed a trasformarci tutti in ragionieri. Mancavano 3 giornate ed il vantaggio era sceso nuovamente a +1. Unica via sicura è vincerle tutte: Novara-Cittadella-Pescara.

La prima va anche se con paura iniziale, risolta da un Tavano immenso con un Castellani in festa che vede avvicinarsi il traguardo; ma la vera sorpresa arriva dal posticipo di lunedì, dove l’odiato Siena ci fa il regalo di battere il Latina a casa loro. Adesso è +3 sul Cesena a due dalla fine.

L’entusiasmo torna al galoppo a Empoli, in 700 partiamo per Cittadella dove dopo un primo tempo pirotecnico (con Tavano che firma il gol più bello dell’anno) si fermano tutti per ascoltare la radio.

Quando rimontiamo sui pullman, girano un po’ per la vittoria mancata (2-2) e la festa rimandata, ma la situazione è migliore di quando ci siamo montati alla partenza. +2 nuovamente sul Latina che ha spazzato via il Cesena, ed a noi basta un pari interno all’ultima gara.

Il resto è storia di ieri. 2-0, sigillo di Tavano ed esplode la festa di 15000 cuori al Castellani, tutto nostro per una volta.

Ma le emozioni forti erano cominciate fin dal lunedì, quando le biglietterie erano state prese d’assalto, evento raro da queste parti, con i siti internet che aggiornavano ogni ora sul numero dei biglietti staccati. Da una vita non vedevo lo stadio pieno e quando l’avevo visto la maggior parte dei tifosi erano avversari.

Su internet i video e le foto si sprecano, merito dei social e delle nuove tecnologie. Ma le cronache di quanto successo venerdì allo stadio e per le strade di Empoli non riusciranno mai a rendere merito alle emozioni provate da chi era lì.

Il sogno s’è avverato, ed il 31 agosto l’Empoli affronterà per la decima volta della sua storia il campionato di Serie A.

Contro tutte quelle big piene di soldi, noi che siamo saliti forti di quello slogan presente sulle magliette di tutti i giocatori durante i festeggiamenti di venerdì notte: Con poco si fA tAnto.

E che vada come vada.

 

 

 

 

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Torno a scrivere dopo quasi due mesi (ma ho avuto pause ben più lunghe), e la cosa buffa è che anche l’anno scorso di questi tempi scrissi un post sullo stesso identico argomento con due mesi di distanza rispetto al precedente.

Di che si parla ? Calcio.

Stop, fermi tutti, non chiudete il pc.

Sapete che se ne parlo io, lo faccio unicamente per parlare dell’ Empoli, di passione, di attaccamento ai colori, della voglia genuina di andare allo stadio con gli amici, ed esaltarsi per una vittoria o arrabbiarsi per le ingiustizie che subisce la tua squadra, per piccola che sia (tanto la colpa è sempre del palazzo). Quindi nessuna dissertazione pseudo-tecnica del kaiser, o piagnistei struggenti su quanto rubino Juve e Milan e cose così. Non me ne può fregar de meno.

E insomma dicevo. Quasi un anno fa descrissi come si può tranquillamente prendere un infarto allo stadio se la tua squadra gioca i Play-Out per non finire in Serie C e quindi rischiare seriamente il fallimento, soprattutto se questa squadra perde 0-2 a venti minuti dalla fine, e se quando di minuti ne mancano solo quattro, le danno pure un rigore contro.

Era Empoli-Vicenza, drammatica finale di ritorno dei Play-Out di B dell’anno scorso.

Uno spareggio che non vorresti giocare mai, che, calcisticamente parlando, ti riempie d’ansia e ti fa vivere incubi. Poi, per la baraonda irripetibile di emozioni degli ultimi venti minuti di quella sera, il tutto si trasformò nella goduria più pazzesca ed inaspettata che abbia mai vissuto sugli spalti, superiore di gran lunga a diverse promozioni o altre salvezze.

Ad un anno di distanza siamo di nuovo agli spareggi, ma stavolta non per salvarsi dalla C, ma per salire in A: i Play-Off (a proposito qualcuno mi spieghi, così a mia volta lo spiego alla mia ragazza, come mai l’opposto di Play-Out non è Play-In, oppure perché ai Play-Off non corrispondano i Play-On…).

Dagli spareggi dell’ansia a quelli della speranza, dagli incubi ai sogni.

Stato d’animo più leggero, ma la tensione è simile ed ormai il countdown è partito.

Eppure il campionato di quest’anno era cominciato come la brutta copia di quello già tremendamente schifoso dell’anno precedente: 4 punti in 9 gare (anzi 3 punti perché partivamo da un simpatico -1, poi ripristinato a 0 soltanto diversi mesi dopo) ed una tonnellata imbarazzante di gol subiti. Gioco nullo, giocatori impresentabili. In realtà anche tanti infortunati e pure sfortuna (che raggiunge l’apice nella collezione di traverse di Empoli-Ternana ed il modo in cui riuscimmo a perdere 2-0 con 1 solo tiro avversario…).

Poi la svolta, della serie “se cominci a vincere non smetti più”.

Se per gioco facessimo la classifica delle successive 33 giornate, l’ Empoli sarebbe in testa con 69 punti, con 5 di vantaggio sul Verona, e poi via via Livorno e ancora dopo Sassuolo.

Con tanti gol all’attivo, gioco spettacolare, numeri entusiasmanti e giornate indimenticabili.

Esempio: 11 vittorie esterne, 69 gol (11 di più dell’Empoli di Somma che vinse il campionato 8 anni fa), 73 punti arrivando al 4° posto (solo 1 in meno sempre di Somma che però arrivò 1°).

E poi ? Momenti indimenticabili: la rimonta a Bari da 2-0 a 2-3; la rimonta a Castellammare da 1-0 a 1-2 fatta tutta negli ultimi dieci minuti con gli applausi del pubblico stabiese; lo 0-3 dopo soli 13′ rifilato a Cesena che sembrava impossibile ripetere e che invece appena 4 mesi dopo abbiamo addirittura migliorato, segnando la bellezza di 5 gol in 12′ a Vicenza. E poi ci sarebbero la scintillante prova interna col Verona anche se rovinata al 95′ ; il 5-0 interno alla Juve Stabia; oppure quel periodo dove sembrava quasi naturale fare 3 pere a tutti. E quindi le giocate di Saponara, ed i gol del terzetto magico (Saponara-Tavano-Maccarone) che a sommarli insieme se ne contano ben 49.

Insomma, un anno che da tragico è diventato magico, bello e divertente come pochi altri anni lo sono stati.

Adesso potrebbe diventare meraviglioso, chissà.

Stasera il primo atto: incrociamo le dita e vada come vada, grazie di tutto lo stesso.

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